QUADRI DI UN'ESPOSIZIONE (prima parte)
…Nel 1874 fu allestita a Mosca una mostra dedicata ai lavori del pittore e architetto russo Victor Alexandrovich Hartmann, morto improvvisamente l'anno precedente a soli 39 anni.
Hartmann e Musorgskij erano legati da un profondo sentimento di amicizia, poiché entrambi appartenevano a quel gruppo di intellettuali russi che aspiravano ad un'arte legata alle radici culturali della loro terra, al suo folklore e alle sue tradizioni, rifiutando le influenze straniere.
Durante la visita alla mostra, Musorgskij rimase affascinato dalla forza che i quadri promanavano, e decise di provare ad esprimere in musica le sensazioni che aveva provato, componendo una suite per pianoforte che intitolò Quadri di un'esposizione.
L'opera presenta caratteri fortemente sperimentali. In particolare, il pianismo di tipo percussivo taglia completamente i ponti con la tradizione romantica, aprendo le porte al Novecento. Non meno moderno si presenta il linguaggio armonico, grazie all'uso massiccio di pedali e accordi dissonanti.
Tuttavia, lo stesso Musorgskij si rendeva conto del potere seduttivo che la sua opera avrebbe avuto sui grandi orchestratori contemporanei, primo fra tutti Nikolaj Rimskij-Korsakov, che non indugiò nel trascrivere per orchestra i Quadri nonostante l'anatema lanciatogli dall'Autore: «Che ti si secchi l'inchiostro nella penna!»
Anatema che, in qualche modo, ebbe il suo effetto considerando che non esiste alcuna registrazione in commercio di quella trascrizione.
Ben altra fortuna, che ha contribuito a rendere popolare l'opera, ha avuto la versione per orchestra di Maurice Ravel, frutto di un accuratissimo lavoro di orchestrazione, eseguita in prima assoluta nel 1929.
La suite è composta da quattordici brani, dieci ispirati ai quadri e cinque promenades (passeggiate), che rappresentano il movimento dell'osservatore da una tela all'altra. Le promenades (non tutte intitolate così nell'originale, ma chiaramente riconoscibili) presentano sempre lo stesso tema, con variazioni più o meno sensibili, quasi a far risaltare i diversi stati d'animo che pervadono il compositore per il quadro appena visto. La ripetizione del tema funge inoltre di elemento di coesione in una composizione altrimenti episodica, basata sui forti contrasti tra un soggetto e l'altro.
Nel 1928 Vasilij Kandinskij mise in scena, al Friedrich Theater di Dessau, una versione teatrale di Quadri di un'esposizione di Musorgskij, unica realizzazione scenica portata a termine dall'artista russo, importante antecedente di opera d'arte multimediale.
Alla prossima settimana con la seconda parte.
Elena Zuzzi
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